Cari ragazzi,

il mese di dicembre ci proietta nel clima natalizio. La Chiesa non ci chiede di vivere – come spesso sentiamo dire – la “magia del Natale”, ma ci invita molto più concretamente, a vivere con gioia l’attesa di Gesù. A Natale non incontriamo un sogno o una bella poesia, ma facciamo esperienza di un avvenimento.

Per questo ci viene offerto il periodo di avvento nel quale “risvegliare l’attesa” e “accendere il desiderio” di Dio.

Ma abbiamo ancora bisogno di un Salvatore?

Non è forse già abbastanza quello che sappiamo fare solo con le nostre forze? Sembrerebbe di sì. Ma quando la vita ci presenta una salita troppo dura per noi o quando la sofferenza bussa alla porta della nostra casa ci rendiamo conto che senza di Lui, da soli, non ce la possiamo proprio fare. 

Che cosa Gesù è venuto a dirci?

Egli che era la Parola eterna ha imparato la nostra lingua per dirci le cose che contano davvero: che la nostra vita non è un brancolare nel buio, ma che ha senso, anche quando non capiamo tutto fino in fondo; che c’è un destino glorioso che ci è stato preparato dal Dio della storia che di nuovo ritornerà nella gloria; che nulla ci potrà mai strappare dalle sue mani. 

Ci è venuto a dire che ci ha ama così tanto da “prendere dimora presso di noi”, o ancor più concretamente di essere il nostro vicino di casa. Se Gesù ha scelto di essere nostro compagno ci ha dimostrato che, in fondo in fondo, non siamo poi così male!

Che cosa Gesù è venuto a darci?

Ci ha dato la Vita, che da sempre era costudita nell’eternità dell’amore di Dio. Ci ha resi suoi figli, non per i nostri meriti, ma per la ricchezza del suo perdono. Venendo nella nostra quotidianità Gesù è venuto a dare a ciascuno di noi la certezza che ci ama per quello che siamo. Perché un genitore non ha bisogno di essere diverso da quello che è per sentirsi bene con la moglie, i figli e con se stesso. Un giovane non ha bisogno di offrire un’immagine diversa da ciò che è per essere accettato e voluto bene da Lui. Gesù è nato in una stalla per darci la consapevolezza di non avere paura delle nostre piccolezze e povertà: siamo amati per quello che siamo e non per ciò che, secondo noi, dovremmo essere!

Ricordo alcuni appuntamenti importanti nella vita del San Lorenzo.

Sabato 7 dicembre alle ore 18.15 pregheremo insieme i Vespri alla vigilia dell’Immacolata con gli ex-allievi e la famiglia salesiana. Accenderemo poi l’albero di Natale nel corridoio. Domenica 8 dicembre alle ore 12.00 ci troveremo nel cortile, intorno alla statua di Maria per ricordare la nascita del primo oratorio salesiano, secondo una tradizione ormai consolidata in tutto il mondo.

Martedì 17 dicembre tutta la scuola Media si preparerà al Natale con la Santa Messa in Santuario alle ore 18.15. A seguire la cena di solidarietà con le specialità preparate dai nostri ragazzi insieme ai loro insegnanti: ci aspetterà un ricco menù!

Giovedì 19 dicembre ci ritroveremo con tutti gli studenti e gli insegnanti del liceo e le loro famiglie per la Santa Messa in Santuario, alle ore 19.00. A seguire il tradizionale cenone nella palestra dell’istituto e lo spettacolo preparato dai ragazzi. 

Quest’anno tutto il ricavato delle feste sarà devoluto all’oratorio salesiano di Aleppo, in Siria, una città martoriata dalla guerra in cui i salesiani hanno una grande opera che ogni giorno raccoglie i bambini e i ragazzi della città.

Martedì 24 dicembre, alle ore 24.00, celebreremo nel Santuario la solenne Messa di mezzanotte, accogliendo il Signore che viene a visitare la nostra vita e a donare luce e speranza alla nostra esistenza. Ci scambieremo ancora gli auguri insieme ai giovani dell’oratorio.

A tutti voi ragazzi e ragazze che ogni giorno portate al San Lorenzo il vostro entusiasmo e la vostra voglia di diventare grandi. A tutti voi genitori che credete nel sogno educativo di don Bosco auguro un sereno Natale!

Don Giorgio