L’Appello di Alessandro D’Avenia

Un incontro travolgente, un clamoroso inno alla vita, alla quale tutti noi siamo chiamati a rispondere.
La diretta webinar organizzata dalla Fidae con lo scrittore Alessandro D’Avenia, giovedì 11 marzo con gli studenti di alcune scuole paritarie sparse per l’Italia, si è aperta proprio con il video girato dai nostri compagni del liceo San Lorenzo riguardante il suo ultimo libro “L’appello”. Difficile dire se i nostri attori fossero più emozionati in quel momento o quando il telegiornale annuncia una zona gialla; avreste dovuto vedere le loro facce! Comunque, un momento di grande orgoglio!!


Durante l’incontro, ovviamente virtuale, sono state poste allo scrittore delle domande specifiche sul libro, da cui sono sorti poi temi molto più ampi e, parlo personalmente, illuminanti. Sarà stata la sua capacità oratoria o la particolarità degli argomenti trattati, ma posso assicurare che tutti i presenti in quell’aula pendevano dalle sue labbra.
Domande sul nostro presente scolastico e su un ipotetico futuro lavorativo hanno fatto girare le povere e assonnate rotelle del nostro cervello dalle 9 del mattino in poi: cosa mi mette alla prova? Su cosa sono disposta a scommettere? Ci è stato detto che fallire è il sale della vita e che dovremo rimanere fedeli alle nostre ispirazioni, che ognuno di noi è chiamato a compiere qualcosa di epico, ma anche che siamo una generazione succube dell’ansia e di una mentalità dove vince il “tutto e subito”, che molti di noi sono vittime di un sistema scolastico che spersonalizza le persone, come una specie di addestramento.

Questo mi ha fatto riflettere. La scoperta di sé stessi non è la portata principale del banchetto della vita, ma semplicemente uno dei tanti contorni.
Come siamo arrivati a questo punto? Penso che D’Avenia avesse lo scopo di spingerci a pensare a come diventare quello che siamo a 360 gradi, ed io affermo senza paura che ho capito qualcosa in più su di me: anche se poco, anche un centimetro, è stato un passo in più.
“Ciò che è in alto non si regge senza ciò che è in basso”. Spero di non risultare troppo melodrammatica quando dico che ormai molti hanno aspettative bassissime, rasenti la sufficienza per il quieto vivere, ma auguro specialmente a questi ultimi di poter tenere un discorso con persone che possono essere in grado di ampliare la loro visione sulla vita. A noi è successo proprio stamattina!
Giulia Zodio

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