Cari ragazzi,

in queste prime settimane di scuola mi hanno colpito, più degli anni scorsi, i vostri occhi. Per fortuna non sono nascosti dalle mascherine, perché gli occhi sono un tesoro prezioso. Gesù, nel Vangelo, dice che gli occhi sono “lo specchio dell’anima”. Ed è proprio vero!

Con gli occhi possiamo comunicarci e dirci quasi tutto. Solo guardandovi negli occhi, chi vi conosce bene, sa quali sentimenti abbiate in cuore. Basta uno sguardo dei vostri genitori per farvi capire cosa stanno pensando di voi.

Gli occhi non servono solo per vedere “fuori”, le cose che ci stanno intorno. Servono anche per permettere agli altri di “guardarci dentro”. I nostri sguardi, in modo particolare quest’anno, devono trasmettere corresponsabilità, fiducia, prossimità all’altro. Solo così pur mantenendo la distanza, non saremo divisi!

Nei primi giorni di ottobre eravamo soliti organizzare i pellegrinaggi di inizio anno. Quest’anno non potremo farli, ma non vogliamo rinunciare a mettere nelle mani di Dio, soprattutto quest’anno, la nostra famiglia del San Lorenzo. Per questo apriremo l’anno con la Santa Messa il giorno 7 ottobre, nel rispetto delle vigenti normative. Verrà a celebrarla il nostro nuovo Superiore, don Leonardo Mancini, che da un mese guida tutte le opere salesiane del Piemonte.

In questa occasione il prof. Antonio Carriero si consacrerà per sempre come figlio di don Bosco. È un passo molto importante nella vita salesiana che prende il nome di “professione perpetua”. 

Ed è anche una testimonianza grande perché oggi scriviamo tanti “forever”, ma non sempre pensiamo che l’espressione “per sempre” sia davvero alla nostra portata. Spesso nell’organizzare i nostri progetti teniamo a portata di mano una “via d’uscita” più o meno comoda. Se le cose non vanno bene, ci diciamo, la possibilità per venirne fuori esiste. Le scelte che contano, quelle davvero importanti, non possono avere una scadenza. Hanno bisogno di un “per sempre”, magari detto con un po’ di paura, ma convinto e supportato con tutte le nostre forze.

Pensando a ciò che ci riserverà quest’anno ho trovato una frase che potrebbe farci da guida ora e forse per l’avvenire: 

“Dobbiamo essere umili nelle circostanze favorevoli e sicuri in quelle difficili e svantaggiose, così il bene non diviene orgoglio, il male non diviene disperazione”

Mettiamo dunque nelle mani del Signore il cammino di quest’anno, con le sue gioie e le sue fatiche, nei giorni in cui andremo “spediti” e negli “stop” che saremo costretti a vivere, sicuri che ogni cosa è per il nostro bene.