Il mio inizio scuola
Devo ammetterlo con onestà: l’inizio della scuola quest’anno è stato, sotto molti aspetti, traumatico. Dopo tre mesi di vacanze estive passati tra dormite lunghe, serate con gli amici, videogiochi e senza mai mettere la sveglia, tornare alla routine della scuola è stato un colpo duro. La campanella delle 7:50, i compiti, le prime verifiche già vicine: tutto mi ricordava che la libertà dell’estate era finita.
I primi giorni in classe, lo confesso, guardavo spesso l’orologio, sperando che il tempo passasse in fretta, mentre con la testa ero ancora tra spiaggia, gelati e nottate con gli amici. Per fortuna questo rientro è stato reso più leggero da alcuni momenti belli che voglio raccontare.
La prima bella notizia è stata l’arrivo di due nuovi compagni in classe. Di solito inserire persone nuove non è facile, né per chi arriva né per chi accoglie, ma con loro è stato tutto semplice e naturale.
Fin da subito si sono mostrati simpatici, educati e disponibili a parlare con tutti. Hanno portato in classe una ventata di novità. In più, finalmente quest’anno abbiamo i banchi a coppie: sembra una sciocchezza, ma stare seduti a due a due rende tutto più leggero.
Un altro momento importante è stato il giorno del pellegrinaggio. È stata un’esperienza diversa dal solito, con un ritmo più lento e tranquillo rispetto alle giornate a scuola.
Camminare insieme ai compagni, lontano dalle lezioni e dalle interrogazioni, è stata una bella occasione per staccare un po’ e riflettere. Non è stato solo fare una camminata, anche se le mie gambe avrebbero preferito restare a letto, ma un modo per passare del tempo insieme in modo più calmo.
Quel giorno stesso, nel pomeriggio dopo il pellegrinaggio, siamo partiti per Malesco, dove ho passato tre giorni come animatore per i ragazzi di prima superiore. È stata senza dubbio l’esperienza più bella e divertente di questo inizio anno: tra giochi di squadra, attività pomeridiane e serate a tema, il divertimento è stato più forte della fatica. Vedere i ragazzi ridere, partecipare ed essere entusiasti mi ha dato tanta energia e soddisfazione. Certo, le giornate erano lunghe e la sera crollavo dal sonno; dopo tre giorni a urlare come animatore la mia voce chiedeva pietà. Insomma, sono tornato a casa stanco morto, ma davvero felice.
In conclusione, se da una parte la fine dell’estate e il ritorno a scuola sono stati traumatici (la sveglia alle sei e mezza secondo me resta una violazione dei diritti umani), dall’altra questo inizio mi ha già lasciato bei ricordi.
L’arrivo dei due nuovi compagni ha arricchito la classe, il pellegrinaggio mi ha dato un momento di calma e riflessione, e i tre giorni da animatore a Malesco mi hanno divertito e fatto crescere. Forse, alla fine, questo anno scolastico non sarà così male come sembrava quella prima mattina di settembre davanti al cancello della scuola.
L’estate è finita, è vero, ma forse il bello deve ancora iniziare.












