Giornata di spiritualità delle classi terze
Lo scorso 22 settembre, le classi terza A e B, accompagnate da don Giorgio e dalla prof.ssa Bolamperti, si sono recate a Chieri, per vivere insieme una giornata di ritiro spirituale.
Appena arrivati all’oratorio della scuola media “San Luigi”, i ragazzi sono stati accolti dal Direttore dell’istituto, assieme a don Raffaele e ai giovani salesiani Antonio e don Thomas, che hanno animato il ritiro. Infatti, subito dopo hanno guidato le due classi alla scoperta dei luoghi e delle amicizie adolescenziali che hanno segnato la permanenza di don Bosco, all’epoca Giovanni, a Chieri. Sulle sue orme i ragazzi hanno visitato il ghetto ebraico della città, casa del suo amico Giacomo “Giona” Levi, con cui aveva un’amicizia talmente ardente e luminosa da suscitare il desiderio del ragazzo ebreo di conoscere la fede cristiana e, successivamente, di convertirsi.
Poi il gruppo si è spostato verso la chiesa di san Filippo, dov’è sepolto Luigi Comollo, l’amico più intimo e stretto di Giovanni, da cui ha imparato la bontà e la mitezza, anche di fronte alle prese in giro dei compagni di scuola.
Dopodiché gli studenti hanno visitato i resti del locale “Caffè Pianta”, dove Giovanni visse e lavorò come barista ai tempi degli studi; qui il giovane trovò un ambiente dove vide uno stile di vita pessimo e dove fu costretto a lavorare duro, in cambio di un trattamento e di una sistemazione poco gradevoli.
Infine, i ragazzi si sono recati nella piazza accanto alla chiesa di sant’Antonio, luogo di ritrovo con i compagni della “Società dell’allegria”; è il posto dove Giovanni sfidò un saltimbanco, che era diventato un’attrazione migliore del gruppo per molti membri della compagnia.
Tutte queste vicende, come hanno spiegato Antonio e don Thomas, oltre ad essere dei curiosi aneddoti legati alla figura di don Bosco, forniscono preziosi insegnamenti riguardo all’amicizia e alla crescita; su questo i ragazzi hanno riflettuto nel pomeriggio, a seguito del pranzo al sacco in oratorio e di un momento di gioco libero insieme. Di fatto, tali episodi rivelano la capacità di insegnare ed imparare all’interno delle amicizie (scelte con cura per condividere la vita di fede), di distinguere gli ambiti positivi da quelli che “spengono” e rendono la vita inautentica e di fidarsi di Dio, oltre che di se stessi. Sono capacità che Giovanni Bosco ha acquisito durante il decennio vissuto a Chieri e che tutti sono chiamati a conquistare perché fondamentali per la crescita.
Per concludere il ritiro, i ragazzi hanno visitato la cappella della Madonna delle Grazie nel Duomo, dove avevano già vissuto il momento di riflessione, preghiera e condivisione. Presso la statua, gli studenti si sono affidati a Maria, la stessa a cui don Bosco aveva chiesto di aiutarlo a capire se entrare in seminario o in convento.
In seguito, le due classi sono rientrate ancora una volta in oratorio, per salutare Antonio e don Thomas e per ringraziarli della giornata vissuta insieme, prima di tornare a casa.
Certamente questo ritiro ci ha consentito di conoscere un pezzo nuovo di storia salesiana e di stare insieme ai compagni in un contesto non solo scolastico, ma ci ha fornito anche l’opportunità di scoprire qualcosa in più sul valore dell’amicizia, della fatica, dei talenti e della testimonianza.









