Alzarsi alle 5.30 del sabato mattina per prendere un pullman e andare ad Udine per rappresentare una tragedia sulla Prima Guerra Mondiale non è cosa da tutti i giorni. Eppure, il 17 e il 18 novembre 2018, 17 ragazzi del nostro Istituto, accompagnati dal prof. (e regista) Matteo Pozzi e dalla banda “Verde Azzurra” di Galliate, si sono recati nel capoluogo friulano per riproporre per la terza volta “La Paura”, breve opera teatrale ispirata all’omonima novella di Federico De Roberto (1861-1927).

Dopo i successi di Galliate (4 novembre) e Novara (9 novembre, proprio nel teatro del San Lorenzo), infatti, l’obiettivo era quello di portare lo spettacolo nei luoghi maggiormente colpiti dalla Grande Guerra. Grazie all’appoggio degli Alpini di Udine, dunque, siamo riusciti in questa piccola grande impresa che, oltre al teatro in sé, ci ha permesso di visitare luoghi e monumenti ancora capaci di far emozionare per la loro storia, nonostante il secolo (appena) passato dalla fine del conflitto.

Il nostro viaggio, quindi, come detto, inizia il sabato mattina quando il sole non è ancora sorto: primo step, recuperare la banda a Galliate. In pullman, il clima è piacevole e, tra barzellette, chiacchierate, dormite e gente quasi lasciata all’autogrill, arriviamo a Redipuglia, meta più importante della nostra gita. Qui, dopo un pranzo in compagnia, abbiamo avuto la grande occasione di vivere un momento particolare in questo maestoso sacrario (dove riposano all’incirca 100.000 soldati, un numero davvero impressionante): accompagnati dalla banda, infatti, abbiamo deposto tre corone in onore dei caduti, attraverso una cerimonia sentita e profonda. Personalmente, penso che sia stato il momento più emozionante dell’intero weekend.

Dopo una veloce, ma doverosa, visita al monumentale cimitero, il nostro poco tempo ci ha costretto ad abbandonare questo luogo carico di memorie per raggiungere l’ostello che ci avrebbe ospitato per quella notte. E’ arrivato poi il momento di iniziare a pensare allo spettacolo che si stava avvicinando: siamo arrivati all’auditorium di Udine nel tardo pomeriggio e lì, dopo aver montato la scenografia, abbiamo fatto una prova generale. Verso le nove, poi, tutti in scena.

La tragedia per la terza volta è riuscita a commuovere il pubblico per la sua cruda verità, come riportato dalle varie autorità che hanno preso la parola alla fine della rappresentazione.

La grande serata si è poi conclusa in allegria: abbiamo, infatti, cenato con gli Alpini di Udine, che ci hanno tenuti impegnati, tra discorsi e ringraziamenti, fino all’una di notte. Esausti come pochi, siamo riusciti ad andare a dormire soltanto a notte inoltrata.

La mattina dopo però, nonostante non fossimo proprio freschissimi, ci siamo nuovamente ritrovati sul pullman: direzione, Faedis, piccolo paesino vicino a Udine. Lì, abbiamo nuovamente ripetuto la deposizione delle corone fatta il giorno prima a Redipuglia e poi, in compagnia di alcuni Alpini friulani, abbiamo partecipato alla Santa Messa. Terminata, ci restava soltanto l’ultimo pranzo in compagnia di coloro che erano stati con noi in questo lungo weekend: alla fine, è stato proprio bello sedersi a tavola e passare ancora altri momenti in allegria, resi ancora più speciali da alcune canzoni intonate dalla banda.