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L’augurio di Don Gerald per la Festa di San Giuseppe

Quando Don Bosco raccontava la sua infanzia, ricordava una frase che lo aveva segnato profondamente:

Giovannino, vieni, non hai più papà”.

Da quel momento, imparò a riconoscere in Dio un Padre presente e fedele. Accanto a lui, Mamma Margherita seppe essere madre e padre insieme: con dolcezza e fermezza, gli trasmise la fiducia in una presenza che non abbandona mai. Crescendo, Giovanni trovò altre figure paterne che lo guidarono: Don Calosso, quando era ragazzo, e Don Cafasso, negli anni della formazione. Grazie a loro, maturò un desiderio profondo: diventare padre per i giovani che incontrava, soprattutto quelli soli e lontani da casa nella Torino del suo tempo.

Questa stessa chiamata la sento oggi nella mia vita. Essere padre, come sacerdote salesiano in oratorio e nella scuola media, non è qualcosa che si improvvisa: è un cammino che cresce ogni giorno. Significa accorgersi che i ragazzi che ho davanti portano dentro domande, sogni, fatiche. Spesso non le esprimono a parole, ma le affidano agli sguardi.

Essere padre, per me, vuol dire stare accanto senza sostituirmi alle famiglie, ma collaborando con loro. Vuol dire educare, accompagnare, correggere quando serve, ma sempre con il desiderio di far crescere. Nella concretezza quotidiana, tutto questo passa attraverso gesti semplici: un saluto sincero al mattino, un sorriso, una parola detta al momento giusto, la disponibilità ad ascoltare. Sono piccoli segni, ma è lì che i ragazzi riconoscono una presenza.

Per questo guardo a San Giuseppe, a Maria e a Gesù: modelli di una paternità discreta, fedele e piena di amore. La loro testimonianza mi ricorda ogni giorno che essere padre è, prima di tutto, un dono da vivere con responsabilità e cuore.

Buona festa di San Giuseppe e auguri a tutti i papà!

-Don Gerald