Al forte di Bard, in Valle d’Aosta, si è tenuta in novembre la conferenza Climalab, che si è potuta seguire online e gratuitamente registrandosi sul sito.
Ho trovato i temi trattati molto interessanti e per questo motivo consiglio a chiunque sia sensibile all’argomento e voglia approfondirlo di iscriversi alla newsletter e visitare il sito internet per rimanere aggiornato sulle moltissime altre conferenze che si terranno in futuro www.fortedibard.it.

Il cambiamento climatico è stato analizzato da tutti i punti di vista, ci sono stati esperti che hanno parlato delle conseguenze economiche, professori universitari che hanno affrontato il problema con una risoluzione di tipo filosofico e infine climatologi e meteorologi come Luca Mercalli che si sono concentrati sul futuro e sulle varie pratiche soluzioni possibili.

La crisi economica del 2008, le successive stragi terroristiche e il Coronavirus sono tre argomenti che per quanto possano essere separati hanno in comune l’aver preso in ostaggio l’attenzione dei mass media rispetto al tema del cambiamento climatico, che aveva acquistato negli ultimi anni moltissima visibilità anche grazie ai social e ai movimenti come quello dei Fridays for future.

Questo è accaduto in quanto questi problemi li abbiamo potuti toccare con mano e per l’opinione pubblica sono risultati essere più gravi e imminenti ma in realtà i dati analizzati durante la conferenza hanno dimostrato come non vi sia un problema più imminente rispetto a quello del clima.

Oramai è chiaro come non si possa più tornare indietro ed è altrettanto chiaro come sicuramente dovremo affrontare le conseguenze delle nostre scelte e prepararci all’impatto.
Non dobbiamo comunque perdere la speranza, c’è ancora qualcosa che possiamo fare.
In primis è importante impegnarci nei piccoli gesti di vita quotidiana, che sono i più importanti ed inoltre dobbiamo essere confidenti nelle scelte che faranno i governi
Sono molti, infatti, i piani governativi che ci fanno ben sperare, tra i quali un piano proposto da Biden, che renderà carbon free l’America entro il 2050 e il “Green new deal” che renderà l’Europa a zero emissioni, sempre entro il 2050, senza dimenticare le scadenze più brevi come l’agenda ONU 2030 che coinvolgerà tutti i 193 paesi membri e punterà a realizzare alcuni importanti obiettivi di sviluppo sostenibile.

Ruolo delle amministrazioni pubbliche nel contrasto al cambiamento climatico

Il ruolo della pubblica amministrazione in tema di contrasto al cambiamento climatico è centrale. A questo proposito esiste un documento redatto dalla UE, che è il “Patto europeo per il clima” nel quale i paesi dell’Europa si sono impegnati a trasformare la loro economia per un futuro sostenibile che si dovrebbe concretizzare con alcune azioni individuate come riassunto di seguito

Partendo da questo documento sono stati individuati 10 punti della dichiarazione per l’adattamento climatico delle “Green city”

Di fatto, se non ci sarà seguito a questi propositi, la situazione si farà sempre più drammatica. Molte azioni e decisioni dell’uomo sull’ambiente, non sono purtroppo reversibili e il Pianeta ha risorse finite, motivo per cui non è sostenibile una politica di crescita infinita, come ha molto chiaramente espresso Luca Mercalli nel suo intervento di chiusura del convegno.