Temperatura 36,3: bene!

Mascherina e gel igienizzante: presi!

Mani: disinfettate!

Sembra l’inizio di un viaggio, ma mi sono “solo” preparata per andare a scuola!

È passato un mese esatto dal ritorno sui banchi. Un inizio che, pur dando qualche parvenza di un ritorno alla vita abituale, ci è sembrato tutto fuorché normale.

Dopo un interminabile quadrimestre passato a controllare la connessione ad internet ogni venti minuti pur di non perdere la spiegazione, finalmente siamo qui, questa volta in carne ed ossa.
Il primo giorno mi aspettavo un’atmosfera quasi post-apocalittica, con persone che si aggiravano tra i corridoi con aria spaesata e diffidente, invece la gioia di rivedersi dopo tanto tempo ha preso il sopravvento.

Arrivati in aula ha avuto inizio l’annuale rito della lotta ad accaparrarsi i posti migliori, consapevoli del fatto che questa volta non sarà facile bisbigliare con il vicino di banco che si troverà a un metro di distanza!

Mi rendo conto di non essere più abituata ad andare a scuola: ho perso familiarità con tutte le convenzioni e non sono la sola immagino. Sebbene il periodo di didattica a distanza non fosse tempo di vacanza, è passato parecchio da quando ho varcato l’ultima volta l’ingresso scolastico.

La nostra libertà di movimento all’interno dell’istituto e della classe si è drasticamente ridotta e con essa anche la possibilità di interagire con gli amici delle altre classi. Ciò nonostante, credo sia interesse comune impegnarsi affinché si possa continuare con lo stesso ritmo di sempre, e soprattutto … tutti insieme. Non posso più chiacchierare con mio vicino di banco, ma il Covid non eliminerà mai la complicità che fa di un gruppo di studenti una classe!

Giulia Zodio