Inizia la visita ispettoriale del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, all’Ispettoria salesiana del Piemonte e Valle d’Aosta. Il primo appuntamento della mattinata di Venerdì 18 Maggio 2018 è stato l’incontro con il Consiglio Ispettoriale. Nel pomeriggio l’avvio del tour nella terra di don Bosco: prima tappa presso l’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara, accolto in occasione anche del 125º Anniversario dell’opera salesiana novarese. Il programma della Visita Ufficiale lo ha visto impegnato dapprima con i giovani studenti dell’Istituto, che lo hanno atteso nel cortile dell’Opera, lo hanno applaudito, hanno cantato per lui e hanno ascoltato le sue parole. “Chi sono e che cosa fa il Rettor Maggiore?” questa è la domanda da cui è partito Don Ángel nel salutare i ragazzi della casa di Novara, “Io sono un Salesiano come tutti gli altri, semplicemente più fortunato perché sono chiamato a portare nel mondo, innanzitutto, il saluto di don Bosco” – ha sottolineato il X successore di Don Bosco – “Incontro tanti giovani in tante nazioni del mondo e spesso mi chiedo che cosa hanno di diverso questi giovani e alla fine la risposta è sempre la stessa: possono avere il colore della pelle diverso, una lingua diversa, ma che alla fine nel loro cuore abita lo stesso desiderio di felicità uguale per tutti, quel desiderio di felicità a cui Don Bosco ha provato a dare una risposta”. Il rettor maggiore ha proseguito, rispondendo alle domande dei ragazzi con una testimonianza relativa alla sua vocazione salesiana: come ha conosciuto Don Bosco e si è appassionato alla congregazione, maturando così una scelta vocazionale. Il primo momento in cortile è stato caratterizzato da uno scenografico ingresso dall’alto di un quadro commemorativo pensato e preparato appositamente per il 125º anniversario dell’opera di Novara: una tela che è stata digitalmente firmata dal Rettor Maggiore, Don Ángel. Successivamente, tutti in teatro: qui Federico PeruginiAssessore alle Politiche Sportive, per la Famiglia e per il Personale della città di Novara, ha dato il suo benvenuto al superiore della Congregazione Salesiana, ricordando che “la comunità salesiana di Novara che ha cresciuto i nostri giovani, diventando un punto di riferimento fatto di valori“, l’assessore ha proseguito con un ringraziamento pubblico a tutti i genitori dei ragazzi che hanno scelto di mandare i propri figli a studiare in una scuola di Don Bosco e poi ha evidenziato come l’incontro con la massima autorità dei salesiani “è stato l’occasione di dialogo più importante dal punto di vista educativo“. Poi spazio all’allegria, con una esibizione musicale e teatrale da parte dei gruppi scolastici che si sono cimentati nella trasposizione di una novella del Decameron di Boccaccio: Federigo degli Alberighi, dove la sua futura consorte Giovanna afferma: preferisco un uomo che abbia bisogno di ricchezze, piuttosto che le ricchezze abbiano bisogno di un uomo, in altre parole che è preferibile un uomo senza averi ma che si dimostri capace di grandi virtù, di una grande nobiltà d’animo, invece che un uomo ricco ma privo di qualsiasi dote morale. Questa la morale lanciata dai ragazzi durante la loro messinscena. Al termine, i giovani del San Lorenzo hanno rivolto al Rettor Maggiore alcune domande riguardanti il tema principale del Sinodo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” che li vede protagonisti per una chiesa nuova e rinnovata. Alle ore 18.oo, Don Ángel, incontra i giovani salesiani dell’Ispettoria, e alle 19.00 si ferma in Santuario per la celebrazione del Vespro Comunitario.Come si fa a superare i momenti bui e le scelte importanti della vita? Alla domanda rivolta al Rettor Maggiore da Alicia, studentessa dell’ultimo anno del liceo, Don Ángel risponde così: “Non abbiate paura, trovate qualcuno che crede in voi. Noi Salesiani crediamo in voi giovani, nei vostri valori, nella vostra forza, nel vostro coraggio. Le opportunità non stanno alla porta ad aspettarvi, ma voi avete la forza e le capacità di raggiungerle e di prenderle. Abbiate dei sogni, dei sogni forti e dei sogni belli, quelli nessuno potrà mai rubarveli!“.